Ciao EvaLuna, non so se mi merito tutte le tue belle parole. So però che ti ringrazio per esse. A volte serve che qualcuno ti ricordi che puoi essere d'aiuto con la tua testimonianza. A volte è impegnativo testimoniare. Cara EvaLuna, non sono nè peggio nè meglio di te, e anche io a modo mio mi sono cercata tutto ciò che nella vita ho avuto: nel bene e nel male, perchè secondo me è così che succede. Quel che è certo è che tante volte, ogni giorno, cerchiamo di distruggere ogni cosa che dentro e fuori di noi vale, che è bella: succede, mi dicono, perchè non ci si ama. Sai, ho passato anni a chiedermi che cavolo volessero dirmi. La frase “amare se stessi” è di una banalità estrema, così gettonata e così strumentalizzata: eppure è una banalità così difficile da rendere reale...Perchè nessuno ce lo insegna, a volerci bene, bisogna sperimentarlo. Poi, cara amica, nel farlo, ti accorgi che errore dopo errore qualche successo nel mezzo c'è e allora impari che il volersi bene è semplicemente la capacità di perdonarsi per gli inciampi e di applaudire i nostri successi. Siamo dei giudici così severi che dimentichiamo di essere umani: ci sta, EvaLuna, che ogni tanto ci sia una ricaduta; ci sta che non si riesca sempre a fare del nostro meglio; ci sta che a volte ci prenda lo sconforto, o che si fugga, o che non si voglia sentire. Concediamocelo, è solo una pausa: l’importante è tenere bene in mente la meta. E’ quella che non deve mai smettere di portarci avanti., un passo, un inciampo, un altro passo, un altro inciampo…. Succede a tutti, anche a quelli che ti sembra non inciampino davvero mai!!E’ solo perché sanno nascondere le loro ferite.
Il mio nuovo cielo non è un altro cielo, ma la mia vita di ieri vissuta con una consapevolezza che prima non avevo e con la fatica, eppure anche la grande soddisfazione, di scegliere ogni cosa da me. Il mio cielo anche oggi a volte è grigio, a volte piove: ciò che è diverso da un tempo è che ora vivo quei momenti con la certezza che “non piove mai per sempre”. E allora prendo l’ombrello e aspetto che il temporale passi. E se per caso mi stufo di aspettare, prendo la macchina e mi trovo un posto di sole. Cara Eva Luna, sono cose che anch’io a volte dimentico, e per questo ti ringrazio dell’opportunità che mi hai dato di fermarmi, per leggerti e per stare un po’ come me stessa. Per ricordami ciò che la frenesia del vivere rischia di portarsi via. Oggi, quando inciampo, la voglia di essere qui ogni giorno esattamente per come sono mi riporta in piedi ogni volta.
Non siamo diverse io e te, cara Eva Luna…Perciò lo dico ad entrambe: impariamo a piccoli passi a perdonarci, ad accontentarci dei nostri miglioramenti, a puntare sempre avanti, a rispettarci, a dare dignità ad ogni nostro gesto, ad avere speranza e fiducia… impariamo a chiedere aiuto. Vincere è compito e merito nostro, ma niente può avvenire se non apriamo le braccia e ci concediamo di affidarci all’altro. Eva come la prima donna. Luna come l’essenza di ogni donna. Ma allora perché ti fa così tanta paura essere donna?
Un abbraccio
Milena
(Ho deciso di pubblicare in un post la risposta al commento di EvaLuna a “Il Volo”. Perché le sue parole hanno permesso a me, oggi, dopo molto tempo dall’ultima volta, di aggiungere un altro tassello al mio nuovo cielo )