Non siamo Angeli che con leggerezza si lasciano sospendere Non siamo Vento che con forza modella e sfiora e poi sospira Noi siamo Mondi di vibrazioni che gridano agitati e confusi cercando Angeli che come Vento ci sostengano nel silenzio di un abbraccio leggero
lunedì 16 novembre 2009
Eva Luna...
Il mio nuovo cielo non è un altro cielo, ma la mia vita di ieri vissuta con una consapevolezza che prima non avevo e con la fatica, eppure anche la grande soddisfazione, di scegliere ogni cosa da me. Il mio cielo anche oggi a volte è grigio, a volte piove: ciò che è diverso da un tempo è che ora vivo quei momenti con la certezza che “non piove mai per sempre”. E allora prendo l’ombrello e aspetto che il temporale passi. E se per caso mi stufo di aspettare, prendo la macchina e mi trovo un posto di sole. Cara Eva Luna, sono cose che anch’io a volte dimentico, e per questo ti ringrazio dell’opportunità che mi hai dato di fermarmi, per leggerti e per stare un po’ come me stessa. Per ricordami ciò che la frenesia del vivere rischia di portarsi via. Oggi, quando inciampo, la voglia di essere qui ogni giorno esattamente per come sono mi riporta in piedi ogni volta.
Non siamo diverse io e te, cara Eva Luna…Perciò lo dico ad entrambe: impariamo a piccoli passi a perdonarci, ad accontentarci dei nostri miglioramenti, a puntare sempre avanti, a rispettarci, a dare dignità ad ogni nostro gesto, ad avere speranza e fiducia… impariamo a chiedere aiuto. Vincere è compito e merito nostro, ma niente può avvenire se non apriamo le braccia e ci concediamo di affidarci all’altro. Eva come la prima donna. Luna come l’essenza di ogni donna. Ma allora perché ti fa così tanta paura essere donna?
Un abbraccio
Milena
(Ho deciso di pubblicare in un post la risposta al commento di EvaLuna a “Il Volo”. Perché le sue parole hanno permesso a me, oggi, dopo molto tempo dall’ultima volta, di aggiungere un altro tassello al mio nuovo cielo )
mercoledì 29 ottobre 2008
L'abbraccio che non sai...
Ieri sono ritornate le crisi. Da tempo non mi venivano a trovare. Credo di averle tenute lontane con la distrazione in cose che negli ultimi tempi si sono rincorse nella mia vita e io dietro a loro. Poi è bastata una serata uggiosa, il primo vento freddo, una notizia brutta…ed eccola “la crisi”. Da tempo non tornava ed io a pensare che ce l’avevo fatta. Ed è così, davvero, ce la sto facendo ogni giorno che passa, ma a volte, a momenti, è più dura che in altri e allora, controvoglia, la faccio entrare in casa. La crisi.E’ per me uno stato emotivo contraddittorio, l’inquietudine di dare fastidio persino a me stessa e l’urgenza che tutto passi in fretta, che torni la leggerezza di tutti i giorni. Il non sapere da dove è arrivata. Il non sapere a cosa essa serve. Il non sapere cosa dirle. Il bisogno di aggrapparmi a qualcuno e la consapevolezza che neanche così serve a qualcosa perché siamo solo Io e la Mia Paura…è un dialogo interno che usa un linguaggio silenzioso e subdolo. Sporca ogni cosa bella, così come fa il cancro. Più del cancro. E’ una battaglia tra me che mi convinco che basta pensare positivo e lei che mi sussurra e “chi te lo assicura”? Stanca, stanca da morire…
“Mi avevi detto che non avevi più paura”.
Come faccio a farti capire che non è così semplice? Che era la verità allora, ma che lo è anche adesso?
“Lo sai che non so cosa fare in questi momenti. Non posso permetterti di avere paura”
Come faccio a ringraziarti della tua protezione e al tempo stesso a dirti che non puoi evitarmela questa paura e che fa più male se anche tu scappi? Che a volte ho bisogno che venga fuori questa emozione, perché non mi logori silenziosamente? Che una volta fuori, passa…
...ma tu, intanto, dammi la mano dolcemente , gentilmente, amorevolmente. Grazie per la tua comprensione...
Non so, a volte credo di essere presuntuosa. A volte spero di fare del bene. A volte, come ieri, non credo e non spero nulla, ma sento paura. E allora pretendo l’ascolto che un uomo non riesce a darmi. O una stretta di braccia che non mi farebbe sentire sola, ma che vorrebbe dire ancora di più che ho un problema. Pretendo la normalità, ma a volte è vero “resto innamorata del mio cancro”.
Oggi comincia ad andare meglio. So che uscirò a momenti, berrò il mio caffè al bar, darò un’occhiata ai giornali e comincerò a pensare alle notizie da dare oggi al giornale. Ho da prendere anche il regalo a mio padre, è il suo compleanno…Oggi comincia ad andare meglio davvero e so che passerà. Come vorrei però che questa altalena di alti e bassi ad un centro punto si fermasse.
E comunque oggi è la prima volta dopo anni che riapro il cuore alle paure e scrivo di loro …