Non siamo Angeli che con leggerezza si lasciano sospendere Non siamo Vento che con forza modella e sfiora e poi sospira Noi siamo Mondi di vibrazioni che gridano agitati e confusi cercando Angeli che come Vento ci sostengano nel silenzio di un abbraccio leggero
lunedì 9 febbraio 2009
A partire dal cuore...
mercoledì 29 ottobre 2008
L'abbraccio che non sai...
Ieri sono ritornate le crisi. Da tempo non mi venivano a trovare. Credo di averle tenute lontane con la distrazione in cose che negli ultimi tempi si sono rincorse nella mia vita e io dietro a loro. Poi è bastata una serata uggiosa, il primo vento freddo, una notizia brutta…ed eccola “la crisi”. Da tempo non tornava ed io a pensare che ce l’avevo fatta. Ed è così, davvero, ce la sto facendo ogni giorno che passa, ma a volte, a momenti, è più dura che in altri e allora, controvoglia, la faccio entrare in casa. La crisi.E’ per me uno stato emotivo contraddittorio, l’inquietudine di dare fastidio persino a me stessa e l’urgenza che tutto passi in fretta, che torni la leggerezza di tutti i giorni. Il non sapere da dove è arrivata. Il non sapere a cosa essa serve. Il non sapere cosa dirle. Il bisogno di aggrapparmi a qualcuno e la consapevolezza che neanche così serve a qualcosa perché siamo solo Io e la Mia Paura…è un dialogo interno che usa un linguaggio silenzioso e subdolo. Sporca ogni cosa bella, così come fa il cancro. Più del cancro. E’ una battaglia tra me che mi convinco che basta pensare positivo e lei che mi sussurra e “chi te lo assicura”? Stanca, stanca da morire…
“Mi avevi detto che non avevi più paura”.
Come faccio a farti capire che non è così semplice? Che era la verità allora, ma che lo è anche adesso?
“Lo sai che non so cosa fare in questi momenti. Non posso permetterti di avere paura”
Come faccio a ringraziarti della tua protezione e al tempo stesso a dirti che non puoi evitarmela questa paura e che fa più male se anche tu scappi? Che a volte ho bisogno che venga fuori questa emozione, perché non mi logori silenziosamente? Che una volta fuori, passa…
...ma tu, intanto, dammi la mano dolcemente , gentilmente, amorevolmente. Grazie per la tua comprensione...
Non so, a volte credo di essere presuntuosa. A volte spero di fare del bene. A volte, come ieri, non credo e non spero nulla, ma sento paura. E allora pretendo l’ascolto che un uomo non riesce a darmi. O una stretta di braccia che non mi farebbe sentire sola, ma che vorrebbe dire ancora di più che ho un problema. Pretendo la normalità, ma a volte è vero “resto innamorata del mio cancro”.
Oggi comincia ad andare meglio. So che uscirò a momenti, berrò il mio caffè al bar, darò un’occhiata ai giornali e comincerò a pensare alle notizie da dare oggi al giornale. Ho da prendere anche il regalo a mio padre, è il suo compleanno…Oggi comincia ad andare meglio davvero e so che passerà. Come vorrei però che questa altalena di alti e bassi ad un centro punto si fermasse.
E comunque oggi è la prima volta dopo anni che riapro il cuore alle paure e scrivo di loro …
giovedì 24 aprile 2008
Grazie...
Pensavo che questo libro è davvero potente…e non perché è scritto bene o è scritto male. E’ potente per le energie che è in grado di muovere. Sta portando a me tante emozioni, tutte comunque forti e di gente che comunque lo accoglie e ne trattiene qualcosa. Di gente che mi sorprende ogni giorno. Di gente a cui sento di dover dire grazie...
Lo confesso, ero preoccupata, molto preoccupata prima della pubblicazione di questo libro. Mi dicevo: “a chi vuoi che interessi?” o, il più delle volte, “spaventerà di sicuro”. Perché oggi parlare di cancro è di moda, ma parlare della paura che scatena il cancro non lo è ancora così tanto. Ne sono consapevole. E’ un tema forte. Duro. Crudo e immobilizzante a volte. Ma lo ripeto, questo libro è potente…perché mi sta facendo ricredere. Il cancro è una realtà di oggi, in ogni famiglia. Piaccia o non piaccia, lui c’è. Così come mi accorgo che c’è tanto bisogno di conoscere chi lui sia veramente. Non ho la pretesa di saperlo a pieno e, concedimelo, non ho nemmeno la voglia di re-incontrarlo per approfondire il discorso. Ma qualcosa di lui so e so che se viene portato allo scoperto, se viene condiviso con gli altri, se viene spogliato del terrorismo medico dietro cui spesso si trincera …bhe’, so che in questo modo fa meno paura. Io grazie a questo libro né ho un po’ di meno di paura. Perché capisco che non sono sola, che non lo ero e che non lo sarò. E questo mi ripaga di tutto ciò che il cancro mi ha rubato e va ad aggiungerlo a ciò che invece lo stesso tumore mi è venuto a consegnare anni fa.